QUALCOSA IN PIÙ DI QUATTRO CHIACCHERE DA BAR

Quando le persone si incontrano fuori dai ritmi scanditi dal lavoro, parlano delle cose più varie: della partita di calcio vista in tv la sera prima, oppure di cose più importanti come il costo della vita troppo alto o il salario che diminuisce sempre di più, mentre il mutuo della casa cresce a dismisura. Insomma, trovarsi a fare quattro chiacchiere da bar, beh! Senza Quartiere vuole andare un po’ oltre.
Diamo vita a questo foglio per confrontarci con le persone dei quartieri in cui viviamo, cercando di rendere ben visibili le contraddizioni che affrontiamo ogni giorno. Questo è un foglio autoprodotto, lontano da qualsiasi partito politico e scritto da gente delle stesse zone in cui viene gratuitamente distribuito.

MA COSA AVRANNO MAI DA LAMENTARSI?

Il 2008 appena arrivato comincia bene. Tutta la Campania è sommersa dai rifiuti. Per far fronte all’ennesima emergenza si è pensato di riaprire una discarica chiusa da poco, ma che ha funzionato per oltre quarant’anni. La discarica in questione è quella che si trova nell’ormai famoso quartiere napoletano di Pianura. Gli abitanti, che per decenni hanno dovuto sopportare le morti per tumore, l’odore nauseante e le “meraviglie” che una discarica dietro casa porta con sé, non ci stanno. Cominciano subito a protestare cercando di bloccare in qualsiasi modo la riapertura del sito. Costruiscono barricate, rivoltano cassonetti in mezzo alla strada, dirottano e bruciano autobus, bloccano per giorni interi quartieri. L’immondizia non deve passare. Come avviene in questi casi, lo Stato mostra il suo vero volto e sguinzaglia i suoi cani da guardia, ma la gente di Pianura non molla e si scontra contro le forze dell’ordine. De Gennaro, ex capo della Polizia, viene nominato supercommissario per il problema rifiuti. Fa intervenire l’esercito e decide di esportare in mezza Italia la spazzatura campana. La notizia non viene accolta molto bene: proteste più o meno infuocate avvengono in Sardegna, Sicilia e Abruzzo. Anche qui la gente è decisa a non far passare l’immondizia. Per evitare il degenerare della rivolta, politicanti e giornalisti hanno cercato di isolare i rivoltosi definendoli camorristi e ultras. Purtroppo per loro quella che si batte è la gente comune, decisa a rivendicare un’esistenza degna di questo nome. Ed è proprio la gente comune che aggredisce giornalisti e politici colpevoli di raccontare un sacco di palle. Gli abitanti di Pianura hanno lottato e hanno vinto. Quella discarica non sarà riaperta. De Gennaro allora decide di riaprire altre discariche in giro per la Campania. Ma anche qui la gente sembra disposta a battersi fino in fondo. Pianura insegna!
Napoli e la Campania sono solo un caso, qualcosa che viene alla luce. L’intera Italia è in emergenza rifiuti. Quasi tutte le discariche del bel paese sono stracolme. Nel torinese possiamo stare tranquilli fino al 2011, quando dovranno chiudere le discariche di Basse di Stura e Cambiano. A quel punto se non saranno pronti l’inceneritore del Gerbido e la discarica di Buriasco anche le nostre strade saranno invase dall’immondizia. Ma gli abitanti di Buriasco hanno già fatto capire che la discarica a casa loro non la vogliono. Sanno bene che discariche e inceneritori uccidono chi ci abita attorno e per il momento non si sono lasciati ingannare da politici ed esperti.
Per chi non lo sapesse, l’inceneritore, o termovalorizzatore, è un forno dove vengono bruciati i rifiuti. Durante la combustione questo mostro rilascia diossina e produce ceneri tossiche, tutto ciò che nemmeno temperature di migliaia di gradi hanno distrutto. Ovviamente le autorità ci rassicurano sulle emissioni, escludono pericoli per la salute pubblica, e ci dicono che bruciando rifiuti si produce energia. Ma questo è solo uno specchietto per le allodole, per rendere il tutto più accettabile ai nostri occhi. Ci sono fatti concreti e dati indiscutibili pronti a smentire chiunque dica che avere un inceneritore vicino casa sia un guadagno per la salute e per il portafoglio.
La tanto decantata raccolta differenziata è un’altra bella balla colossale. Serve a prolungare la vita delle discariche, che invece di esaurirsi subito durano qualche anno in più. Inoltre su questo tipo di raccolta guadagnano bene tutti gli enti privati che la gestiscono, nel nostro caso il Consorzio Chierese Servizi. Gli imprenditori della raccolta differenziata hanno un doppio guadagno: rivendono carta, plastica e vetro che noi separiamo in casa, e si prendono anche i soldi delle bollette dell’immondizia, aumentate a dismisura in questi anni.
Quindi poche balle cari politici! Evitate di prenderci per il culo, perché non c’è nessuna soluzione in grado di risolvere una volte per tutte il problema!
A questo punto qualcuno potrebbe dire che i rifiuti da qualche parte bisognerà pur metterli. Forse si potrebbe pensare di non produrli e basta, ritornando magari alle sigarette a numero, al latte e all’olio sfusi, al burro a fette, a pasta, zucchero, caffè a palettate, alla marmellata a cucchiaiate.
Ma sappiamo come vanno le cose: le grandi aziende guadagnano soldi a palate sulle costose e sempre più luccicanti confezioni di ogni genere che contengono i prodotti che usiamo ogni giorno. Gli imprenditori non rinuncerebbero mai ai loro profitti. E probabilmente neanche noi saremmo in grado di rinunciare alla comodità del supermercato dove tutto è lì pronto, bello e impacchettato, basta prendere e riempire il carrello. E quando arriviamo alla cassa ci accorgiamo di quanto costa quel che caghiamo.
La colpa dell’emergenza non è dei napoletani che non differenziano i rifiuti. Non sarà certo la raccolta differenziata a salvarci dall’invasione della spazzatura. È l’attuale sistema economico e sociale che non sa più dove mettere l’immondizia che produce.
I vari signorotti che si sono creati imperi economici speculando sui rifiuti, i tecnici e i politici che progettano discariche ed incene-ritori fregandosene della nostra salute, ecco chi sono i veri nemici. Alcuni tra i tanti.
Prendiamone atto!

L'ARTE DI ARRANGIARSI

Vivere costa ogni giorno di più. Non c’è bisogno di essere laureati in economia per accorgersene. Siamo arrivati al punto che anche la Banca d’Italia non può più nascondere questa amara verità. Le famiglie fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese. Sono troppe le spese per mangiare, per i trasporti, per le bollette, per affitti e mutui.
Ma perché i soldi non ci bastano più per arrivare alla fine del mese? È colpa dell’euro? Tutte balle! È vero, da quando è stata introdotta la moneta unica i prezzi sono aumentati anche del 30 o 40%, soprattutto quelli dei prodotti che consumiamo tutti i giorni come pane, pasta, latte, frutta, verdura e carne. Ma la causa non può essere un semplice cambio di moneta: i veri responsabili di questa situazione sono quelli che decidono i prezzi, quei piccoli e grandi commercianti che si arricchiscono ogni giorno di più sulle spalle della povera gente.
Non c’è dubbio, lo dicono anche quei bugiardi dell’ISTAT: i poveri sono sempre più poveri, e i ricchi sempre più ricchi. Se tanta gente non riesce ad arrivare alla fine del mese è anche colpa di salari e pensioni da fame. Ma chi decide l’ammontare di paghe e pensioni? Gli stessi padroni che decidono i prezzi. Dopo la Banca d’Italia, se ne sono resi conto anche i sindacati, che negli ultimi mesi hanno fatto la voce grossa parlando di un possibile “sciopero generale contro il carovita”. Questi signori in giacca e cravatta sono capaci solo di lanciare appelli e proclami, sempre comodamente seduti sulle loro poltrone. E mentre Epifani (CGIL), Bonanni (CISL) e Angeletti (UIL) e i loro tirapiedi trattano con padroni e governo un aumento salariale di qualche euro, i poveri sono costretti ad arrangiarsi.
Che fare quando non ti puoi permettere il parmigiano? Lo metti in tasca ed esci senza pagare. I soliti esperti, strapagati per dire banalità in televisione, sostengono che il taccheggio nei supermercati è in aumento. E aggiungono: “Il furto di generi alimentari è un chiaro indicatore di povertà”. Ma c’era bisogno degli esperti per dirlo? Certamente no! Comunque sia, le pagine di cronaca di giornali e televisioni riportano quotidiana-mente storie di furti nei supermercati. Da chi è composto questo esercito di taccheggiatori? Italiani e immigrati, giovani e pensionati. Qualcuno ce la fa, altri no. A dir la verità, vengono colti sul fatto soprattutto immigrati e pensionati. I guardioni dei supermercati, infatti, sono notoriamente stupidi e razzisti. Tengono d’occhio soprattutto gli immigrati, convinti probabilmente che il colore della pelle sia un chiaro indicatore di predisposizione al furto. Oppure se la prendono con i più deboli, come quei pensionati che tra tutti i clienti dei supermercati sono forse i più semplici da controllare. Per fortuna, mentre questi guardioni credono di aver fatto un ottimo lavoro da sbirri, dagli scaffali del supermercato spariscono bottiglie, formaggi, pasta, prosciutti, vestiti. Perché è tanta la gente che non riesce più a fare la spesa e quindi si arrangia come può. Tutti questi taccheggiatori - occasionali o incalliti, italiani o immigrati, pensionati o studenti - meritano rispetto.

LA SCATOLA MAGICA

Ogni giorno siamo travolti da una quantità impressionante di spazzatura televisiva, fatta da immagini e suoni che entrano nelle nostre case attraverso un tubo catodico e una cassa acustica. Un assemblato di plastica e circuiti elettrici che scandisce il nostro tempo e il nostro quotidiano, “spacciando” il più delle volte per giusto ciò che è sbagliato e viceversa. La televisione, il più importante mezzo di comunicazione della nostra Era, diventa così il più efficace mezzo di controllo di massa, riproducendo falsi modelli e raccontando una realtà assai diversa da quella che ci circonda.
Un palinsesto ricco dei migliori programmi televisivi, uguali in tutto il mondo, preconfezionati e distribuiti come si distribuiscono caramelle. C’è chi regala la ricetta del giorno e ci stupisce con piatti da far venire l’acquolina in bocca soltanto a pensarci e chi invece regala migliaia di euro e vacanze da sogno ai concorrenti più fortunati, oppure chi spadroneggia in prima serata con tristi storie dai drammatici epiloghi. Ma la televisione non è soltanto questo. Ci sono anche i telegiornali e le telenovelas, per non parlare degli innumerevoli format sportivi, dove si parla poco e male di sport e di cazzate se ne dicono che la metà basta; ma non è finita qui! dove le vogliamo mettere le rubriche di gossip che ci rivelano gli ultimi amori, nonché i tradimenti dell’attore o della cantante che ci fa impazzire, dove?! e se poi la nostra vita fa schifo, chi se ne frega! C’è chi sta meglio di noi e pensieri non ne ha!
La televisione ha un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni, in alcuni casi è la compagna ideale con cui trascorrere l’intera giornata. Pillole addolcite per grandi e piccini: “La vita è bella”, “L’ottimismo è il profumo della vita”, “Bambini, un mondo fatto per voi!”, ci impediscono di riflettere sui reali problemi della vita. Il vicino sfrattato perché non ha i soldi per pagare l’affitto, l’immigrato espulso perché senza lavoro, il pensionato denunciato per aver rubato due etti di prosciutto, le difficoltà che incontriamo per arrivare a fine mese. La TV serve a farci dimenticare tutto questo. Come tutti i mezzi di informazione - internet, giornali e radio - ha anche lo scopo di equilibrare gli avvenimenti. A una brutta notizia ne corrisponde sempre una buona, che ci fa perdere di vista il senso della realtà, impedendoci così di reagire nel giusto modo a ciò che accade. Ripetute all’infinito, anche le notizie più importanti vengono sminuite e banalizzate. E così ci dimentichiamo troppo in fretta di quei poveri cristi che per un salario da fame muoiono ogni giorno sul posto di lavoro. Ma per onor di cronaca, negli stessi giorni dell’assassinio della ThyssenKrupp di Torino, ci danno la notizia che il signor Silvio Berlusconi si è ustionato con la borsa dell’acqua calda!
La scatola magica non è soltanto la più economica babysitter per i nostri bambini, ma è anche l’addomesticatrice ideale di noi adulti. Un mezzo per controllare e influenzare i nostri pensieri e le nostre azioni, partendo dalla scelta banale che si farà al supermercato, finendo col suggerire stili di vita scriteriati e insani, educandoci sempre e comunque alla passività.
Non è per essere nostalgici del passato, ma bisogna pure constatare che se una volta i bambini sognavano di fare gli astronauti e le bambine le principesse, oggi vogliono diventare ignoranti calciatori e puttane di quint’ordine.
Il potere ci vuole stupidi e cerca di ammaestrarci controllando tutti i mezzi di informazione e di comunicazione. I potenti ci vogliono obbedienti come cani al guinzaglio.

CONTATTI

Questo foglio vuole essere un mezzo per trovare punti di incontro, e cogliere l’occasione per affrontare i problemi quotidiani, come gli sfratti, il lavoro, il carovita, un decreto di espulsione, e così via. Preferiamo comunicare con le persone il più direttamente possibile, guardandoci negli occhi.

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