
QUALCOSA IN PIÙ DI QUATTRO CHIACCHERE DA BAR
PRESENTAZIONE
Quando le persone si incontrano fuori dai ritmi scanditi dal lavoro, parlano delle cose più varie: della partita di calcio vista in tv la sera prima, oppure di cose più importanti come il costo della vita troppo alto o il salario che diminuisce sempre di più, mentre il mutuo della casa cresce a dismisura. Insomma, trovarsi a fare quattro chiacchiere da bar, beh! Senza Quartiere vuole andare un po’ oltre.
Diamo vita a questo foglio per confrontarci con le persone dei quartieri in cui viviamo, cercando di rendere ben visibili le contraddizioni che affrontiamo ogni giorno. Questo è un foglio autoprodotto, lontano da qualsiasi partito politico e scritto da gente delle stesse zone in cui viene gratuitamente distribuito.
NEL PAESE DOVE TANTO SI DICE E POCO SI FA
La primavera è davvero arrivata e come per magia ci ritroviamo nuovamente al punto di partenza. Un’aria strana si diffonde per il paese del buongusto e del cattivo esempio. Il 13 e il 14 aprile si voterà. Nell’Italia delle partite di calcio infrasettimanali e dei morti sul lavoro tutto è pronto per l’ennesima buffonata elettorale. Ancora una volta siamo chiamati a scegliere chi fra i tanti pagliacci della politica salverà le sorti del nostro amato paese e del nostro desolato futuro.
Nuovi nomi per vecchie coalizioni, le stesse facce per le solite promesse che non verranno mai mantenute. Politicanti di ogni colore sono pronti per una nuova ed estenuante gara. In giro per le piazze di mezza Italia, i mangia pane a tradimento si alternano con i loro carrozzoni di cazzate. Discorsi, comizi, ma sempre le stesse menzogne. Questi esseri così spregevoli, che pur chiamiamo uomini, sono pronti a tutto per accaparrarsi il voto che farà la differenza.
In questi giorni, hanno riempito le nostre teste con le peggiori stronzate. Programmi televisivi con tribune politiche, telegiornali che dedicano ampio spazio alle campagne elettorali dei diversi schieramenti in lizza per la poltrona di governo. I giornalisti seguono passo passo gli spostamenti per il paese dei vari Berlusconi e Veltroni, ma evitano di dare il giusto risalto alle proteste dei numerosi cittadini incarogniti che li accolgono.
Fortunatamente, in questi ultimi anni abbiamo perso fiducia nella massa di cialtroni che si ostina a volerci prendere per il culo in nome della democrazia. Altresì, il disgusto per la politica e per chi la fa è cresciuto a dismisura, come d’altronde il disgusto per una vita sempre più miserabile, che viene strangolata ogni giorno dal caro vita e dai problemi quotidiani che dobbiamo affrontare.
Finalmente abbiamo fatto il punto della situazione e abbiamo capito che fra destra e sinistra non c’è nessuna differenza, che passando per il centro e per i vari patetici estremismi nulla cambia. I signori della politica sono solo interessati al ruolo di burattinai in questo gran teatro delle marionette e soprat-tutto ai soldi che ci girano attorno. Quindi se non hai ancora scelto chi votare e fai parte della categoria degli indecisi, oppure se ti senti costretto a scegliere il meno peggio, non c’è nessun problema, NON VOTARE!
Non è vero che chi non vota rinuncia a esprimere la propria opinione. Tanto votando non è mai cambiato nulla! Il cancro di questa società è la politica e le sue metastasi i politicanti. Per mandarli tutti a casa, per estirpare una volta per tutte questo male, iniziamo a non andare a votare. E dal giorno dopo, cominciamo a lottare in prima persona per difendere la nostra e l’altrui dignità, contro il razzismo e le guerre, contro le cosiddette morti bianche e il caro vita, contro la prepotenza dei politici e i loro giuochi di potere. Nessuno può rappresentarci meglio di noi stessi. Non c’è nessun bisogno di delegare ad altri ciò che possiamo fare benissimo da soli.
CE N'E' ABBASTANZA PER TUTTI...
In questi tempi di merda è sempre più difficile avere un tetto sicuro sotto cui dormire. I più fortunati hanno una casa, magari una casa popolare, oppure vivono in affitto o hanno un mutuo da pagare. Ma c’è anche chi è costretto a dormire in una macchina o in una roulotte, c’è chi si costruisce una baracca sotto un ponte. Eppure basta guardarsi in giro per vedere che le case non mancano, e facendo due conti ce ne sarebbero abbastanza per tutti. Ma procediamo con ordine, analizzando la situazione attuale, trovando i responsabili, e guardando le maniere di arran-giarsi.
Trovare una casa decente è un problema che riguarda tutti, senza distinzione di nazionalità. A dir la verità gli immigrati, soprattutto quelli clandestini, hanno qualche problema in più rispetto agli italiani. Proprio come succedeva ai meridionali emigrati al nord a partire dagli anni ’50, gli immigrati di oggi trovano spesso le porte chiuse. Molti proprietari, infatti, non affittano agli stranieri, facendo tornare alla mente i cartelli con scritto “NON SI AFFITTA A MERIDIONALI”. E su questa situazione, oggi come allora, c’è chi specula, affittando a centinaia di euro al mese un posto letto in una cantina o in vere e proprie topaie. L’immigrato il più delle volte non ha scelta: o accetta questo ricatto, o finisce in mezzo a una strada. E sono tanti quelli che si accampano come possono, dormendo in fabbriche abbandonate, in baracche di lamiera alle periferie delle nostre città. Non è senz’altro una bella vita!
Ma anche chi una casa ce l’ha non se la passa troppo bene. Chi vive in affitto è spesso sotto minaccia di sfratto, perché con tutte le spese che ci sono non riesce più a pagare la rata mensile. Chi ha deciso di fare un mutuo, magari a tasso variabile, se la passa ancora peggio e non riesce ad arrivare a fine mese perché strangolato dalle banche. E chi vive in una casa popolare rischia costantemente di essere buttato fuori casa.
Eppure, come dicevamo, basta guardarsi intorno per vedere quante case abbandonate, vecchie e nuove, ci siano nelle nostre città. Senza dubbio ce ne sono abbastanza per tutti, italiani e immigrati, ma case rimangono vuote. Il mercato immobiliare è in mano ad una banda di speculatori che controlla tutto quanto, dalla costruzione alla vendita, dai mutui all’affitto. E in molti casi gli imprenditori del mattone si mettono in politica, per seguire meglio i propri affari. In questo modo riescono a gestire completamente il racket della casa. Se cerchi un alloggio ti devi rivol-gere a loro: al politico per le case popolari, all’agente immobiliare per quelle in vendita o in affitto. E da veri strozzini in giacca e cravatta quali sono, i politici pretendono il tuo voto, gli agenti immobiliari i tuoi risparmi.
Ma la gente a volte si stanca di lamentarsi e di chiedere l’elemosina, e prende in mano la propria vita. Sono sempre di più quelli che decidono di occupare una casa, soprattutto nelle grandi città del centro e sud Italia. Quando uno diventa moroso perché non ce la fa più a pagare l’affitto o il mutuo, quando è stato sbattuto fuori dalla casa popolare, ha un’alternativa prima di finire sotto a un ponte. Gli alloggi vuoti sono tanti, e sono tante le persone, spesso intere famiglie, che ne occupano uno per viverci dentro. Il più delle volte lo fanno in silenzio, senza farsi notare, tornando casa tardi e uscendo presto al mattino per non dare troppo nell’occhio. Ma l’unione fa la forza, e lo sanno bene anche gli occupanti di case. E quando questi occupanti si conoscono e si organizzano riescono a prendersi interi palazzi abbandonati, come succede sempre più spesso in Toscana, nel Lazio, in Sicilia. Ovviamente tutti i movimenti per la casa vengono prima strumentalizzati a fini politici e successivamente criminalizzati. Li chiamano abusivi, delinquenti, criminali. Ma chi è il vero criminale: chi occupa una casa per viverci, o chi si ingrassa riscuotendo affitti e mutui?
IL LUSSO DI INQUINARE
ZTL. Ricordiamoci di questa parola. Pochi lo sanno ma a partire da quest’estate, grazie a disposizioni della Regione Piemonte, la troveremo scritta su 35 tabelloni che segneranno i confini della Zona a Traffico Limitato di Carmagnola. Una specie di quadrilatero compreso tra le vie S.F. di Sales a nord, Via Piscina e Via Racconigi a ovest, Via Ormea e Via De Gasperi a sud e Via F.lli Vercelli ad est all’interno del quale, di giorno, non potranno circolare tutte le vetture che non siano almeno della categoria Euro 3. Scommettiamo che tra qualche anno non andranno più bene neanche queste? Gli amministratori promettono che verranno mantenute delle vie d’accesso ai parcheggi, che saranno istituite delle navette di collegamento. Ma da Novembre le cose peggioreranno e i confini della ZTL verranno allargati verso Sud fino a Corso Roma e Via Q.Sella. Alla fine dell’intervento, come ciliegine sulla torta, veglieranno su di noi delle telecamere che riprendendo il traffico, multeranno chi non è autorizzato a entrare in questa zona.
Dopo Torino con le sue telecamere e Milano con il suo EcoPass, anche a Carmagnola una fetta importante della città verrà esclusa a chi non si può permettere il lusso di inquinare.
Chi possiede una Euro 1 o Euro 2 (stiamo parlando di auto con dieci, quindici anni di vita) potrà scegliere tra queste due alternative: comprarne una nuova oppure parcheggia-e quella vecchia sotto casa e arrangiarsi con i mezzi pubblici. Ma perché sentiamo puzza di imbroglio anche con la ZTL? Diminuire il traffico non è un modo per diminuire l’inquinamento e migliorare la qualità della vita?
Innanzitutto questo provvedimento ci sembra l’ennesimo regalo dei politici ai produttori di automobili. Non stiamo qui ad elencare le tante ragioni per le quali tutti i politicanti sono schiavi dei vari padroni di turno, i quali distribuendo soldi alla destra e alla sinistra si assicurano leggi che possano farli guadagnare sempre di più. Chi produce deve continuare a vendere, è la legge del mercato. Se la gente non compra, ci pensano le leggi a obbligarla. In questo caso l’auto viene dichiarata inquinante e si è costretti a cambiarla.
L’utilità ambientale della ZTL inoltre è tutta da verificare. Innanzitutto una Punto Euro 2 inquina sicuramente meno di un BMW X3, se non altro per una questione di consumi. Il motore di un nuovissimo SUV sarà anche ecologico, ma consuma pur sempre il doppio se non il triplo rispetto a quello di una vecchia utilitaria. In più, se la ZTL servisse veramente a salvaguardare l’ambiente, non dovrebbe essere applicata al solo centro ma bensì nelle periferie dove di sicuro l’inquinamento è maggiore.
Ma soprattutto, il fatto di escludere una certa categoria di automobili da una parte della città vuol dire escludere chi non ha i soldi per comprarne una nuova. Se te lo puoi permettere inquina pure, magari fatti l’ennesimo finanziamento, altrimenti al lavoro e a far la spesa vacci a piedi o in navetta.
La guerra tra ricchi e poveri ormai si consuma anche così. Cambiare le città, tutte le città: questo è il sogno neanche troppo segreto nel cassetto dei padroni. Dividerle in due zone. Una centrale, dove si concentrano banche, uffici e negozi di lusso, difficilmente raggiungibile e difesa da leggi sull’inquinamento, telecamere e sbirri. Un’altra periferica, in cui sempre più poveri di ogni colore verranno confinati, scacciati dal caro-affitti o dal semplice fatto di non potersi permettere l’auto poco inquinante. Se proprio vorranno, gli abitanti delle periferie potranno andare in centro con una fottuta navetta. Sbavare dietro le vetrine, rendersi conto di non potersi permettere niente, e tornare ancora una volta a casa a mani vuote. Lì, in mezzo a palazzoni e case popolari, potranno tranquillamente farsi la guerra tra loro, dando la colpa della loro miseria all’ultimo arrivato.
CONTATTI
Questo foglio vuole essere un mezzo per trovare punti di incontro e cogliere l’occasione per affrontare i problemi quotidiani, come gli sfratti, il lavoro, il carovita, un decreto di espulsione e così via. Preferiamo comunicare con le persone il più direttamente possibile, guardandoci negli occhi. Questi quindi sono solo un primo mezzo per mettersi in contatto con noi.
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